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sabato, 21 novembre 2009 venerdì, 20 novembre 2009
mercoledì, 18 novembre 2009 126 Chiare, fresche e dolci acque, ove le belle membra pose colei che sola a me par donna; gentil ramo ove piacque (con sospir' mi rimembra) a lei di fare al bel fianco colonna; erba e fior' che la gonna leggiadra ricoverse co l'angelico seno; aere sacro, sereno, ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse: date udïenza insieme a le dolenti mie parole estreme. S'egli è pur mio destino e 'l cielo in ciò s'adopra, ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda, qualche gratia il meschino corpo fra voi ricopra, e torni l'alma al proprio albergo ignuda. La morte fia men cruda se questa spene porto a quel dubbioso passo: ché lo spirito lasso non poria mai in piú riposato porto né in piú tranquilla fossa fuggir la carne travagliata e l'ossa. Tempo verrà ancor forse ch'a l'usato soggiorno torni la fera bella e mansüeta, e là 'v'ella mi scorse nel benedetto giorno, volga la vista disïosa e lieta, cercandomi; e, o pietà!, già terra in fra le pietre vedendo, Amor l'inspiri in guisa che sospiri sí dolcemente che mercé m'impetre, e faccia forza al cielo, asciugandosi gli occhi col bel velo. Da' be' rami scendea (dolce ne la memoria) una pioggia di fior' sovra 'l suo grembo; ed ella si sedea umile in tanta gloria, coverta già de l'amoroso nembo. Qual fior cadea sul lembo, qual su le treccie bionde, ch'oro forbito e perle eran quel dí a vederle; qual si posava in terra, e qual su l'onde; qual con un vago errore girando parea dir: - Qui regna Amore. - Quante volte diss'io allor pien di spavento: Costei per fermo nacque in paradiso. Cosí carco d'oblio il divin portamento e 'l volto e le parole e 'l dolce riso m'aveano, e sí diviso da l'imagine vera, ch'i' dicea sospirando: Qui come venn'io, o quando?; credendo d'esser in ciel, non là dov'era. Da indi in qua mi piace quest'erba sí, ch'altrove non ò pace. Se tu avessi ornamenti quant'ài voglia, poresti arditamente uscir del bosco, et gir in fra la gente. (Francesco Petrarca, Il Canzoniere)
CRPO: brochure per le donne su come uscire dalla violenza 18 Novembre 2009, ore 18:54 (ACON) Trieste, 18 nov - RC - Un libretto di facile lettura per dire a tutte le donne che "Il silenzio è il tuo nemico. Uscire dalla violenza si può", proprio come recita la brochure che la Commissione regionale pari opportunità (CRPO) ha presentato a Trieste nel pomeriggio e si accinge a fare altrettanto nelle sale dei Consigli provinciali di Gorizia (domani, giovedì 19 novembre), Udine (martedì 24 novembre)e infine Pordenone (mercoledì 25 novembre), quando si celebrerà la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne. Pensato come un vademecum a scopo pratico - ha spiegato la presidente della CRPO, Santa Zannier -, il libretto evidenzia in modo chiaro e sintetico il problema degli abusi e dei maltrattamenti fisici, psicologici e sessuali subiti dal mondo femminile fuori e dentro le mura domestiche, di ogni classe sociale e di ogni fascia di età. Ecco, allora, prima l'esposizione dei dati salienti inerenti il problema, poi i consigli su come agire: se l'aggressore ti ha provocato lividi e ferite, vai al pronto soccorso dove ti sarà rilasciato anche un certificato medico; se hai bisogno di ascolto, recati in un centro antiviolenza che ti darà consulenza psicologica ma anche legale, nel rispetto della tua privacy, mentre con il tuo consenso ti aiuteranno a segnalare il tuo caso alle forze dell'ordine, al medico o ai servizi sociali comunali. Ma soprattutto puoi utilizzare il numero gratuito 1522, attivo 24 ore su 24, da chiamare se hai subito una violenza ma anche se hai assistito ad un tale atto. Troppi i casi di abusi subiti dalle donne quotidianamente senza che ne veniamo a conoscenza o che facciamo finta di non sapere - ha scritto il presidente del Consiglio del Friuli Venezia Giulia, Edouard Ballaman, nella nota recapitata agli intervenuti in quanto assente per impegni precedenti. Questa pubblicazione, azzeccata sin dal titolo, è la strada giusta affinché gli uomini capiscano che non è tollerata alcuna forma di violenza; auspico che sia tradotta in molte lingue e sia diffusa tra le donne immigrate nella nostra regione, ciò affinché vengano a conoscenza dei loro diritti. A fargli eco, l'unico consigliere regionale presente, ovvero Edoardo Sasco, a detta del quale dove ci sono donne si lavora con più concretezza e voglia di fare. Un auspicio anche da parte sua: che il ruolo delle donne sia sempre più valorizzato e questo a beneficio di tutti. Il nostro Paese - ha detto - è indietro in molti campi, e mi pare indietro anche su questo particolare tema. Una frase mi ha colpito in particolare - ha aggiunto la presidente Zannier parlando della giornata internazionale del 25 novembre e di come sia nata - ed è che lo stupratore non bussa, ha le chiavi di casa. Partendo, quindi, da questa affermazione forte abbiamo realizzato la brochure e il desiderio è che sia distribuita nelle scuole, negli studi dei medici di base, ovunque si possa avere un'influenza sul comportamento delle persone. Molte le riflessioni che sono seguite, tra cui quelle dell'assessore Pari opportunità del Comune di Trieste che ha parlato di pudore, tra le donne, a denunciare gli abusi subiti perché cresciute con l'idea che i panni sporchi si lavano in famiglia, e che ha fatto poi un appello alle mamme: cominciamo come madri - ha detto - a insegnare ai nostri figli maschi il rispetto della donna come persona, è il primo passo affinché non ci sia il bullismo tra i ragazzi. E di problema culturale che deve essere affrontato a partire dalle scuole elementari ha, in seguito, parlato la rappresentante della Commissione pari opportunità della Provincia triestina. Ciò avviene nei Paesi scandinavi - ha reso noto - dove alle bambine vengono forniti esempi femminili vincenti. Da noi, invece, mancano sempre i fondi. E non si è sottratto ai dati neppure il comandante del Nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Trieste, dal quale si è appreso che in Italia tutte le tipologie degli omicidi sono in diminuzione tranne quella dell'omicidio tra le mura domestiche (uno su tre). Come forze dell'ordine possiamo fornire aiuto - ha aggiunto -, ma abbiamo bisogno che ce lo chiedano. Ed ecco i dati riportati nella pubblicazione della CRPO, riferiti al Friuli Venezia Giulia anno 2008: 740 donne hanno contattato un centro antiviolenza, 556 delle quali sono seguite da uno di questi centri. Sempre guardando a queste ultime, le italiane sono le più numerose (423 contro 133 straniere); 299 hanno tra i 25 e i 44 anni, 157 tra i 45 e i 64 anni; 245 sono coniugate, 125 sono nubili e 90 sono separate; 318 sono occupate, 51 sono casalinghe e 96 sono disoccupate. Guardando alla tipologia della violenza, 477 è psicologica, 380 è fisica, 293 è economica, 133 sessuale. Quanto agli autori, sempre in riferimento ai 556 casi seguiti, 236 donne hanno denunciato il coniuge, 131 l'ex, 69 il convivente, 16 il padre, 15 il fidanzato e altrettante un figlio, 7 la madre e 2 il fratello, 52 altre persone. Dato utile, gli indicatori di pericolo, a cominciare dalla percezione che una donna può provare di essere, appunto, in pericolo, passando alla gelosia ossessiva e possessiva del partner, ad atti precedenti di violenza inclusa quella sugli animali domestici, fino all'uso di alcool e/o sostanze stupefacenti. lunedì, 16 novembre 2009 DALLE (TANTE) PAROLE AI (POCHI) FATTI Corre voce che ci siano qualcosa come duecento giornate di ricorrenze, sovente solo commemorative ma comunque con impegno di tempo da parte delle istituzioni. Un po' quanti i giorni festivi dei tempi del panem et circences. A margine del summit della FAO, che tende ad essere inconcludente anche questa volta, c'è da chiedersi se i partecipanti abbiamo rinunciato alla "colazione di lavoro" optando per un più frugale hot dog e se il denaro speso per la riunione non avrebbe potuto essere investito per scavare pozzi o per comperare macchinari agricoli. Vedi alla voce utopia. domenica, 15 novembre 2009
Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui: "Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi, con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e animali selvatici, con tutti gli animali che sono usciti dall'arca, con tutti gli animali della terra. Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra". “Questo è il segno dell'alleanza, che io pongo tra me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future. Pongo il mio arco sulle nubi, perché sia il segno dell'alleanza tra me e la terra. Quando ammasserò le nubi sulla terra e apparirà l'arco sulle nubi, ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi e ogni essere che vive in ogni carne, e non ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne. L'arco sarà sulle nubi, e io lo guarderò per ricordare l'alleanza eterna tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne che è sulla terra". Disse Dio a Noè: "Questo è il segno dell'alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne che è sulla terra". (Genesi 9:1-17)
È un patto unilaterale, senza contropartita. Se ciò vi fosse sfuggito, rileggetelo, non c’è alcuna condizione nascosta tra le righe. La prossima volta che vediamo un arcobaleno colleghiamolo a questo, e ricordiamo che ci sono delle cose che si fanno perché sentiamo di farle o vanno fatte, anche senza un ritorno. |
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